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Reddito e rischio sotto controllo

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Un labirinto con una sola via d’uscita

Nessuna classe di attivo, infatti, in questa fase di mercato è in grado di garantire, da sola, risultati sicuri in qualsiasi momento. Serve un approccio unconstrained.

C’era una volta un mondo dominato dal reddito fisso e da una passione, a tratti sfrenata, per il mondo dei mercati emergenti. Oggi questo mondo è cambiato e, insieme ai cosiddetti porti sicuri, sono cadute anche le certezze intorno alle “nuove” frontiere: “I mercati in via di sviluppo sono l’area dove si registra il maggiore cambiamento nel sentiment dei gestori. L’indice Morningstar Italy Investment Sentiment index (MIISI) scende a 49 punti, sotto il livello considerato di neutralità” si legge nell’ultimo report diffuso da Morningstar e relativo al sondaggio condotto tra le principali case di investimento che operano in Italia. advisor-2

Più in generale, il MIISI, costruito sulla base delle probabilità attribuite a diversi scenari (mercati in salita, stabili o in discesa), su un orizzonte di sei mesi, mostra la preferenza dei gestori per le azioni dei paesi sviluppati, mentre c’è cautela sul segmento del reddito fisso. Ma cosa accadrà nel momento in cui la volatilità raggiungere nuove vette? “Il rischio maggiore è nell’interazione tra la volatilità dei mercati e l’emotività degli investitori finali” risponde Bruno Rovelli, Chief Investment Strategist BlackRock Italia. “Una volatilità più alta dei mercati aumenta il rischio di prendere le decisioni sbagliate al momento sbagliato, magari vendendo alla fine di un ribasso o comprando dopo un rimbalzo dei mercati”.

A questo punto del ciclo dei mercati la nostra idea strategica è che i portafogli d’investimento debbano bilanciare le opportunità di apprezzamento con la necessità di protezione

Bruno Rovelli, Chief Investment Strategist di BlackRock Italia

È, però, innegabile che oggi ci troviamo con listini azionari non lontani dai massimi storici e obbligazioni che ormai hanno raggiunto livelli stratosferici. Il tutto in un contesto caratterizzato da tassi di interesse ormai costantemente vicini allo zero. Anche senza emotività, siamo sicuri che sia possibile trovar “reddito”? “Reddito ‘sicuro’ e a bassa volatilità purtroppo da nessuna parte” risponde Rovelli. “Tuttavia, se un investitore ha un orizzonte temporale sufficientemente lungo e una propensione al rischio adeguata, il mondo del credito (sia investiment grade, soprattutto nel settore finanziario, sia high yield) offre rendimenti interessanti, così come ad esempio il debito emergente in valuta forte. Sui mercati azionari, soprattutto in Europa, vi sono molte società che hanno un livello di dividend yield superiore a quello ottenibile dalle obbligazioni corporate e una buona capacità storica e prospettica di far crescere i dividendi nel tempo”.

Insomma il mondo è cambiato ma non è questo il momento di fasciarsi la testa e dire no a priori ad una asset class. “A questo punto del ciclo dei mercati la nostra idea strategica è che i portafogli d’investimento debbano bilanciare le opportunità di apprezzamento con la necessità di protezione” chiosa il manager di BlackRock indicando la via delle strategie flessibili, absolute return e alternativi liquidi come una soluzione utile per gestire questa fase dei mercati. In una parola serve oggi un nuovo approccio multi-asset per ridurre la volatilità complessiva del portafoglio d’investimento.

Nessuna classe di attivo, infatti, in questa fase di mercato è in grado di garantire, da sola, risultati sicuri in qualsiasi momento. I rendimenti delle fonti di reddito tradizionali si sono più che dimezzati dalla crisi finanziaria. Tra fine 2007 e metà 2015 liquidità e obbligazioni hanno subito una forte contrazione dei rendimenti. Gli strumenti alternativi hanno retto, ma esponendo gli investitori a maggiori rischi. Mentre le azioni, pur offrendo un potenziale maggiore nel lungo periodo, sono soggette a una grande volatilità.

I rendimenti si sono quasi dimezzati dai livelli pre-crisi

 

Gli investitori, però, non desiderano essere in balia dell’andamento dei mercati, per questo torna a svolgere un ruolo centrale la diversificazione: l’unica ricetta ancora vincente per chi vuole preservare il capitale e limitare i rischi. Ma quello che più conta è che oggi questa diversificazione non sia più solo geografica e settoriale, ma anche di classi di attivo e di rischio. È ora di seguire una via, cosiddetta, unconstrained.

Le due vie che portano al reddito

“In passato l’investitore italiano ha trovato nell’asset class obbligazionaria protezione, diversificazione e rendimento: oggi questi tre elementi non possono più coesistere nell’ambito fixed income: si esporrebbe il portafoglio ad un rischio eccessivo”. Così Luca Giorgihead of sales Retail di BlackRock in Italia, commenta l’attuale contesto di mercato che ha tolto a molti investitori italiani i consueti punti fermi.

 

Possiamo muoverci verticalmente, lavorando quindi sulla qualità dell’emittente, o orizzontalmente,
lavorando invece sulla struttura del capitale dello stesso emittente.

Luca Giorgi, Head of Sales Retail BlackRock Italia

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Inevitabile chiedersi, però, dove oggi gli investitori possono trovare rendimento, un bisogno, oggi, apparentemente più difficile da soddisfare. “È il momento di guardare a strumenti in grado di andare incontro alla futura fase di rialzi dei tassi di interesse” chiosa Giorgi che indica soluzioni caratterizzate da una duration negativa oppure strumenti alternativi. “Quello che conta oggi è riuscire a trovare rendimenti nelle asimmetrie del mercato e non affidarsi esclusivamente a strumenti direzionali”.

Come? “Ci sono due possibili strade da seguire” spiega Giorgi. “Possiamo muoverci verticalmente, lavorando quindi sulla qualità dell’emittente, o orizzontalmente, lavorando sulla struttura del capitale dello stesso emittente”. Nel primo caso si ottiene rendimento diminuendo la qualità dell’emittente e quindi inserendo in portafoglio un “maggiore rischio default”.

“L’altra via , preferibile” conclude l’head of sales Retail di BlackRock in Italia. “Muoversi orizzontalmente significa mantenere una qualità molto elevata dell’emittente trasferendo l’attenzione, magari, dall’obbligazionario all’equity”. Da qui la necessità di guardare con maggiore attenzione alle strategie multi asset e alla loro capacità di spostarsi da classi di attivo differenti senza mai perdere di vista la qualità di chi emette lo strumento e il mix complessivo del portafoglio”.

 

Non c’è consulenza senza income

Alla fine di ottobre l’asta dei Bot semestrali ha visto, per la prima volta, scendere i rendimenti sotto zero. L’ultima doccia fredda per quei risparmiatori che ancora speravano nei porti sicuri e che oggi si trovano di fronte uno scenario privo di punti di riferimento.

 

I clienti, per ottenere ritorni interessanti nel medio periodo, dovranno spostarsi su asset class con una maggiore componente di rischio, utilizzando portafogli più diversificati e flessibili

Salvatore Pisconti, Head of UniCredit Private Banking Italy Network

“Le politiche monetarie molto accomodanti delle Banche Centrali hanno portato il costo del denaro ormai a zero e, per la prima volta nella storia, a rendimenti negativi su alcune emissioni governative, come abbiamo visto con le recenti aste dei Bot semestrali e dei CTZ biennali” commenta Salvatore Pisconti, nuovo responsabile del network private banking di UniCredit per l’Italia che sembra avere le idee chiare sullo scenario del prossimo futuro che “non dovrebbe essere molto diverso” da quello visto finora.

 

Rendimenti dei principali titoli di Stato decennali (1994 – 2015)

Fonte: Bloomberg al 31 luglio 2015. I rendimenti passati non sono garanzia di rendimenti futuri

“I clienti” spiega Pisconti “per ottenere ritorni interessanti nel medio periodo, dovranno spostarsi su asset class con una maggiore componente di rischio, utilizzando portafogli più diversificati e flessibili e con un attento controllo dei rischi. Per quei clienti che hanno un’esigenza di income proponiamo soluzioni che utilizzino fondi ‘a reddito’ e una soluzione dedicata di banca-assicurazione, Life Income”.

Ma, più in generale, quali sono oggi i principali bisogni degli italiani, quando si parla di investimenti? “L’attuale scenario economico, sempre più interconnesso a livello globale, e la crescente articolazione dei contesti normativi e regolamentari nazionali e internazionali amplificano la complessità nella gestione dei patrimoni e impongono agli investitori di rivedere le proprie scelte con maggiore frequenza rispetto al passato, con l’ausilio di consulenti professionali” risponde Pisconti. “Notiamo una crescente domanda di consulenza qualificata e specialistica non solo nell’attività di gestione dei patrimoni mobiliari, ma anche di tutte le altre componenti patrimoniali (immobiliare, societaria, etc.) in un’ottica di preservazione, valorizzazione e trasmissione alle generazioni future”.

In sostanza, la richiesta è quella di una relazione professionale di lungo periodo capace di generare valore tangibile. Magari con strumenti in grado di orientare il portafoglio verso nuove forme di “income”, in maniera sempre più flessibile e dinamica.

 

Buoni rendimenti e rischio controllato?
Oggi si può

Gian Luca Sichel, amministratore delegato di CheBanca!, parlando delle esigenze reali della clientela finale non sembra avere dubbi: gli strumenti messi a disposizione devono “rispondere alle esigenze dei clienti di oggi, sempre più orientati verso soluzioni capaci di offrire buoni rendimenti ma con un rischio controllato”.

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Rispondere alle esigenze dei clienti di oggi, sempre più orientati verso soluzioni capaci di offrire buoni rendimenti ma con un rischio controllato.

Gian Luca Sichel, Amministratore Delegato CheBanca!

L’importante, secondo l’amministratore delegato di CheBanca!, in un contesto difficile come quello attuale, è però essere in grado di rispondere alla richiesta crescente di soluzioni per la protezione del patrimonio e l’integrazione del reddito coniugando rendimenti interessanti con una componente di rischio calcolato. Da qui la scelta di affidarsi a partner come BlackRock per offrire soluzioni innovative e sempre più diversificate a risparmiatori in cerca di investimenti stabili, protetti e di medio-lungo termine.

 

Multi Asset protagonisti anche nel 2016

Le prossime decisioni della BCE saranno importanti, ma lo scenario non cambierà dall’oggi al domani. “Dobbiamo ormai accettare che per diverso tempo dovremo gestire un contesto caratterizzato da tassi vicini allo zero e rendimenti dei titoli di stato negativi”. Ne è convinto Vittorio Gaudio, Amministratore Delegato di Mediolanum Gestione Fondi, che invita tutti a considerare questa fase di mercato come un’opportunità per ridefinire meglio la propria pianificazione finanziaria. “Adesso gli italiani hanno l’occasione di rivedere i propri orizzonti temporali e riconsiderare meglio i propri obiettivi” chiosa Gaudio. “Se non ci sono bisogni a breve meglio evitare la liquidità, che rende zero, e valutare le opportunità offerte: nel medio-breve periodo dal mondo obbligazionario, con duration più lunga o con rating leggermente inferiori rispetto allo standard; e nel lungo periodo, dal mercato azionario. È questo il momento giusto per educare ulteriormente gli italiani alla pianificazione finanziaria”.

Credo sia importante riuscire a valutare le capacità di gestione del rischio e di gestione della volatilità di questi strumenti.

Vittorio Gaudio, Amministratore Delegato Mediolanum Gestione Fondi

Una pianificazione finanziaria che l’anno scorso è stata spesso dominata dai fondi multi asset. Sarà così anche nel 2016? “I fondi multi asset e a cedola sicuramente saranno protagonisti anche nel corso del 2016” risponde Gaudio. “Gli strumenti flessibili hanno avuto la capacità di offrire un’alternativa interessante a quei clienti che difficilmente si avvicineranno all’equity ma che sono in cerca di soluzioni differenti rispetto ai ‘porti sicuri’ del passato”.

Però oggi in molti sostengono di offrire strumenti multi-asset. Come è possibile orientarsi in questo vasto universo? “Oggi la gamma multi-asset è molto ampia ed è possibile correre anche il rischio di incappare in uno strumento molto più simile ad un bilanciato classico che ad un flessibile reale. Credo sia importante riuscire a valutare le capacità di gestione del rischio e di gestione della volatilità di questi strumenti prima di selezionarli. Serve, per questo, un adeguato supporto da parte dei consulenti finanziari che devono permettere ai clienti di individuare il fondo in grado di offrire la giusta diversificazione e decorrelazione tra asset all’interno del proprio portafoglio” conclude Gaudio.

 

Soluzioni alternative alla “tradizione” italiana

Le ultime certezze degli italiani sono crollate con l’asta che ha visto i bot a sei mesi essere proposti con rendimenti negativi. Svaniscono così le ultime speranze dei nostalgici dei titoli di stato e dei porti sicuri in generale. Ma a questo punto come dobbiamo muoverci? Ne abbiamo parlato con Enzo Furfaro, amministratore delegato di Old Mutual Wealth.

La crisi dei tassi d’interesse e del mattone sta portando gli italiani verso soluzioni di investimento innovative

Enzo Furfaro, Amministratore delegato Old Mutual Wealth

Gli italiani come devono orientarsi in questo nuovo contesto privo di porti sicuri? In particolare, dove possono trovare income? Il mercato si sta muovendo su più fronti. Dal punto di vista strettamente assicurativo stiamo vedendo un interesse sempre più importante verso il mondo delle unit linked non solo da parte del mondo della promozione finanziaria, ma anche dal segmento banca che è alla ricerca di soluzioni in grado di rispondere alle esigenze di investimento del cliente e di remuneratività della banca. E poi c’è il mondo delle società di gestione che sta proponendo nuove soluzioni finanziarie sofisticate.

In generale, dal vostro osservatorio, quali sono i principali bisogni degli italiani oggi, quando si parla di investimenti? Gli italiani continuano ad essere un popolo di forti risparmiatori. La crisi dei tassi d’interesse e del mattone li sta portando verso soluzioni di investimento alternative come appunto i fondi multi asset o i prodotti assicurativi. Non dobbiamo, però, dimenticare che si stanno affacciando nel mondo dell’investimento anche le generazioni post baby boomers e che queste sono molto più propense all’uso della tecnologia, sono più informate e più consapevoli dei propri bisogni. Credo che questo sicuramente influenzerà il futuro del nostro mondo e della nostra professione.

 

Strumenti versatili, la risposta alle incertezze dei mercati

“Un terzo del debito governativo europeo presenta rendimenti negativi e le prospettive indicano politiche monetarie accomodanti dalla Bce ancora per parecchio periodo in attesa di una ripresa più solida dell’inflazione e della crescita”. Secondo GianMaria Mossa, Condirettore Generale di Banca Generali, è ancora questo lo scenario che gli investitori devono affrontare. Uno scenario che genera ancora squilibri nel mondo del reddito fisso e che dovrà presto fare i conti con le prospettive di rialzo dei tassi in America.

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I risparmiatori comprendono l’importanza del ruolo di un consulente qualificato capace di guidarli nelle sfide per la valorizzazione del proprio patrimonio
GianMaria Mossa, Condirettore Generale, Banca Generali

A questo punto “è indubbio che l’occhio degli investitori si rivolga ancora una volta verso i mercati azionari, sebbene abbiano raggiunto livelli ragguardevoli”, in esclusiva ad AdvisorOnline.it, chiosa Mossa. “Per questo noi guardiamo con molta attenzione al mondo delle gestioni in grado di presentarsi con strategie libere da costrizioni sulle diverse asset-class e ricercare rendimento in qualsiasi condizione di mercato”.

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Un italiano su due sogna la rendita

Ma continuano a considerare le obbligazioni come uno strumento finanziario fondamentale nel quale investire il proprio patrimonio. I promotori finanziari sono pronti ad avvicinare ulteriormente gli italiani verso i fondi multi-asset, orientati non solo sul mercato obbligazionario. Ma gli italiani sono pronti a così tanta tenacia? Una parziale risposta arriva dalla terza edizione dell’indagine Investor…

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Promotori sempre più vicini ai multi-asset

Il 47% intende aumentare l’allocazione in fondi multi-asset moderati (che in genere possono avere un’esposizione azionaria pari al 30 – 50% del portafoglio). I promotori finanziari rimangono sul chi va là in attesa dell’arrivo del rialzo dei tassi di interesse americano, considerato da molti decisivo per il futuro degli investimenti. “Lo scenario per gli investitori…

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Fondi multi-asset promossi dai promotori finanziari

Il 34% dei clienti dei promotori finanziari, soprattutto nel segmento affluent, ha in media in portafoglio una percentuale maggiore al 25% in soluzioni multi-asset, che permettono di investire in diversi prodotti (azioni, obbligazioni, liquidità, valute, titoli immobiliari), garantendo un maggior livello di diversificazione rispetto alle strategie che investono in una sola asset class. È quanto emerge da un recente sondaggio di AdvisorProfessional, la business community di OFC riservata ai promotori finanziari iscritti all’albo, condotto tra novembre e dicembre su un campione di 211 professionisti rappresentativo di oltre 10.000 pf attivi, di cui il 21% ricopre un ruolo di coordinamento all’interno della rete (regional, area, team manager) e il 74% ha una seniority superiore a 10 anni nel settore.

Ecco i principali risultati. Oltre la metà dei clienti che investono in questi strumenti fanno parte del segmento affluent e upper affluent mentre meno del 30% è composto dal segmento mass market e solo il 17% del segmento di clientela con patrimoni più alti (HNWI). I cinque fattori principali presi in considerazione dai consulenti nella valutazione delle soluzioni multi-asset sono la gestione attiva, la capacità e le competenze del gestore, la volatilità del fondo, il rendimento e l’esperienza in fondi multi-asset della casa di gestione.

In particolare, i promotori decidono di includere soluzioni multi-asset nel portafoglio di un cliente per la capacità di ridurre la volatilità (il 92% del campione ritiene questo fattore fondamentale) e come strumenti per conservare il capitale (88%).

La metà del campione utilizza un fondo multi-asset come investimento “core” di un portafoglio diversificato o, nel caso dei clienti mass market, come unica soluzione di investimento; per il 44% questa tipologia di fondi rappresenta una alternativa a soluzioni previdenziali.

La possibilità di diversificare gli investimenti con l’accesso a varie strategie alternative è un altro aspetto importante per i promotori (per il 27% è il fattore chiave di questi strumenti). Questi prodotti per i promotori sono anche soluzioni facili da illustrare e da associare al profilo di rischio del cliente.

Fondi multi-asset: 5 motivi per consigliarli ai clienti

Sono facili da illustrare e da associare al profilo di rischio. Un cliente affluent su tre ha oltre il 25% del portafoglio investito in queste soluzioni.

Quando la diversificazione è unconstrained

È davvero possibile trovare reddito in un contesto dominato da bassi rendimenti? Secondo il team di gestione del fondo BGF Global Multi-Asset Income Fund (GMAI) è possibile.

Dagli anni 80 ad oggi i rendimenti dei governativi sono in costante calo e un lungo periodo di politica monetaria accomodante ha rafforzato questa tendenza: oggi l’80% delle obbligazioni rende meno del 3%. Se a questo trend aggiungiamo la crescente volatilità dei mercati e le attuali valutazioni estremamente elevate, è evidente che gli investitori si trovano di fronte uno scenario particolarmente complesso. Da qui la spinta di molti investitori verso la ricerca di alternative ai tradizionali titoli obbligazionari governativi. Magari anche con la capacità di generare un flusso reddituale interessante evitando rischi eccessivi.

Una risposta a questo genere di esigenze è data spesso da strumenti cosiddetti multi-asset, tra i quali rientra il fondo firmato BlackRock BGF Global Multi-Asset Income Fund (GMAI), gestito da un team composta da oltre 170 professionisti e guidato da Michael Fredericks, Alex Shingler e Justin Christofel.

Ma è davvero possibile trovare reddito in un contesto dominato da bassi rendimenti? Secondo il team di gestione di GMAI è possibile, a condizione che non si insegua il reddito ad ogni costo, ma si segua una strategia di diversificazione degli investimenti tra azioni, obbligazioni e prodotti meno tradizionali, come le covered call. Solo così è possibile trovare il giusto equilibrio fra rischio e rendimento, e assumere un rischio inferiore a un portafoglio bilanciato offrendo agli investitori un flusso cedolare interessante, che dalla data di lancio (28 giugno 2012) di GMAI è mediamente del 5,3% annuo.

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GMAI
Portafoglio Obbligazionario Governativi italiani

Fonte: Bloomberg, settembre 2015. Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) rappresentati da un generico indice dei rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani. Tutti i dati si riferiscono al periodo dal 29 giugno 2012 al 31 agosto 2015.

Vero è che ormai il termine diversificazione è quasi uno slogan per ogni gestore, ma non sembra così semplice muoversi controcorrente, o perlomeno in maniere non direzionale. Nasce da questa consapevolezza la decisione da parte del team di gestione Multi-Asset di BlackRock di affidarsi ad un approccio unconstrained che permette di cercare reddito ovunque: se un investimento viene considerato troppo rischioso rispetto al rendimento che potrebbe offrire, viene scartato e l’attenzione viene rivolta alla creazione del giusto mix di investimenti, in modo che BGF Global Multi-Asset Income Fund sia meno rischioso di un portafoglio bilanciato.

Un esempio? Circa il 16% degli asset GMAI attualmente è investito attraverso la strategia “call overwriting”, con cui si punta a generare reddito e crescita del capitale mediante l’acquisto di azioni e la simultanea vendita di opzioni call. Una tecnica che ha spesso dato buoni frutti e che oggi genera quasi il 40% del flusso cedolare del fondo: vendendo una covered call su una grossa società americana del settore dell’intrattenimento e del tempo libero, il fondo è riuscito a ottenere un reddito su base annua di circa il 15% e una crescita del capitale del 5%.

OLTRE LA DIVERSIFICAZIONE: LA NOSTRA ALTERNATIVA

5% potenziale rialzo dell'azione
$90.5: tetto massimo per azione
$86.2: prezzo iniziale dell'azione
$90.8: prezzo dell'azione allo scadere del contratto

Un risultato ottenuto passando al setaccio oltre 10 classi di attivo, 40 paesi diversi e ben 20 settori differenti. Un processo che coinvolge tutti i gestori del team e che conta anche sul supporto di Aladdin – il sistema proprietario di BlackRock per la gestione del rischio all’avanguardia nel settore – che permette di passare i portafogli ai raggi X, consentendo così di calibrare le esposizioni e di testare il portafoglio alla ricerca di eventuali rischi nascosti.